Come fossi il vento di un giorno di Marzo, che prima ti scalda poi ti raggela. Allo stesso modo se mi guardo allo specchio, nelle vetrine di un negozio o nel riflesso di una pozzanghera questo è il modo in cui io mi vedo. Cioè dalle stelle alle stalle, un giorno bellissima e un giorno bruttissima.
La mia visione di me stessa cambia coi mesi, le stagioni, a volte persino con le ore del giorno. Se osservo la coda della mia ombra nel calore di luglio posso sembrarmi alta abbastanza per stare bene al mondo. Nei giorni in cui traballo sulle punte verso scaffali alti per me mi sento di incarnare la bassezza, nella sua più sconfortante e scomoda essenza.
Mi amo, per così dire, a giorni alterni. Come si fa con un paesaggio di sole e d'azzurro al mare o in montagna. O per le vie della città. Una visione immensa e e piena di vita tranne qui giorni un po' così, in cui hai la luna storta e tutta la bellezza del mondo nemmeno ti accorgi di avercela di fronte.






